Ozempic e Wegovy contengono la stessa molecola, il semaglutide. La differenza non è nel principio attivo, ma nell'indicazione terapeutica e nei dosaggi: Ozempic è stato sviluppato principalmente per il trattamento del diabete di tipo 2, mentre Wegovy è la formulazione approvata per il trattamento dell'obesità, con dosi più elevate. Per questo motivo, dal nome del farmaco è spesso possibile capire se l'obiettivo principale della terapia è il controllo del diabete o la riduzione del peso. Pur contenendo la stessa molecola, i due farmaci non sono automaticamente intercambiabili, poiché hanno indicazioni autorizzate e schemi terapeutici differenti.
Mounjaro, invece, contiene tirzepatide, una molecola diversa. Agisce su due recettori coinvolti nella regolazione della glicemia e dell'appetito (GIP e GLP-1). Oltre a ridurre l'appetito, aiuta molte persone a raggiungere più facilmente il senso di sazietà dopo i pasti, a controllare meglio la fame durante la giornata e a migliorare ulteriormente la glicemia. Per questo motivo, in molti pazienti può determinare una maggiore riduzione del peso rispetto al semaglutide.
Tuttavia, questo non significa che Mounjaro sia sempre la scelta migliore. Nei pazienti con diabete di tipo 2, il semaglutide dispone di solide evidenze sui benefici cardiovascolari e sulla protezione renale, maturate in molti anni di studi clinici. Anche per la tirzepatide i risultati disponibili sono molto promettenti e le evidenze continuano a rafforzarsi, ma l'esperienza clinica è più recente.
Nelle persone senza diabete, la scelta tra semaglutide e tirzepatide non si basa esclusivamente sull'efficacia nella perdita di peso. Il medico valuta il quadro clinico nel suo complesso, considerando il grado di obesità, le eventuali malattie associate, la tollerabilità del trattamento, le possibili controindicazioni, il rischio di effetti indesiderati e gli obiettivi terapeutici a lungo termine. In alcuni pazienti il semaglutide rappresenta un'ottima scelta, mentre in altri la tirzepatide può offrire un vantaggio maggiore
Gli effetti indesiderati sono simili per entrambe le terapie (nausea, vomito, diarrea o stipsi) e spesso dipendono più dalla velocità con cui si aumenta la dose che dal farmaco stesso. Inoltre, dopo la sospensione è possibile recuperare parte del peso perso con entrambi i trattamenti: per questo motivo è fondamentale accompagnare la terapia con un'alimentazione equilibrata, un adeguato apporto di proteine e attività fisica, così da favorire il mantenimento del peso e preservare la massa muscolare.
Un errore frequente è scegliere il farmaco esclusivamente in base ai chili che permette di perdere. In realtà, il trattamento ideale è quello che consente di ottenere un risultato stabile nel tempo, con una buona tollerabilità e senza dover essere sospeso per gli effetti indesiderati. Una perdita di peso più graduale, ma duratura, è spesso preferibile a un dimagrimento molto rapido seguito dal recupero del peso.
In definitiva, la domanda non dovrebbe essere "qual è il farmaco più forte?", ma "qual è il farmaco più adatto alla mia situazione clinica?". Non esiste un farmaco migliore per tutti: la scelta dipende dalla presenza di diabete, di malattie cardiovascolari o renali, dalla quantità di peso da perdere, dalla tollerabilità, dalle controindicazioni e dagli obiettivi della terapia. In ogni caso, nessuno di questi farmaci sostituisce uno stile di vita sano: alimentazione, attività fisica e follow-up medico rimangono parte integrante del trattamento e sono fondamentali per ottenere benefici duraturi. Saluti, Dott.ssa Lina Travkina